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Il simbolo dell’anima


Musica e parole Marco Perasso, licenza Creative Commons.

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Re La Do Sol
Re La
L’albero scuro e nodoso gli guardava le spalle
Do Sol
fiero custode del porto che dischiude il cammino
Re La
la terra fumante di sabbia sotto il sole che bruciava la pelle
Do Sol
mostrava che non era più tempo di sfuggire al destino
Mim Sol
la voce ammaliante nei sogni delle notti agitate
Re Mim
narrava di viaggi alla scoperta di terre incantate
Do Sol
Una vita intera votata ai fatui successi di una storia anonima
Re Mim
si era ritratta trovando nel sonno la passione più intima
Do Sol
l’eterea sirena incontrata in quel mare custodito dentro a una lacrima
Re Mim
suadente incitava a muoversi in cerca del simbolo dell’anima
Sol
Dai procedi senza sosta
Re
lungo quel cammino
La
cerca la risposta nutri la tua fede
Do
ogni pietra scura sposta
Re
per trovare la tua strada
Mim
in fondo basta l’orma del tuo piede
Re La
L’albero scuro e nodoso ormai era lontano
Do Sol
la gola assetata spegneva l’incerto coraggio
Re La
i sassi destati dal sonno nel giaciglio di quel vasto altopiano
Do Sol
sorniona memoria del sentiero tracciato dal viaggio
Mim Sol
la spinta interiore dal cuore pulsava insistente
Re Mim
per mettere un freno a paure avvinghiate alla mente
Do Sol
L’angoscia di muovere passi senza il caldo conforto di una traiettoria
Re Mim
attore in un dramma compiuto lontano dal fulgore di un palco
Do Sol
il suo fallimento in agguato nell’ombra di luci di una vuota vittoria
Re Mim
l’incerto futuro di un seme caduto lontano dal solco
Sol
Dai procedi senza sosta
Re
segui la tua pancia
La
spegni quella testa e nutri la tua fede
Do
ogni pietra scura sposta
Re
sotto troverai nascosta
Mim
la risposta che l’occhio non vede
Re La
Notti passate all’addiaccio dentro al vuoto stellato
Do Sol
nel silenzio innaturale che rendeva assordanti i pensieri
Re La
contrastante rimpianto del fuoco di quel cielo assolato
Do Sol
che di giorno accompagnava il domani nel ricordo di ieri
Mim Sol
la sete alimentava il timore di una sorte già scritta
Re Mim
presagio inquietante dello spettro di una dura sconfitta
Do Sol
Incedere oltre o tornare erano modi diversi per andare a morire
Re Mim
lasciare la vita oppure svuotarla di ogni significato
Do Sol
e poi lentamente quell’albero spuntava dal luogo che lo vide partire
Re Mim
testimone paterno del suo essere in salvo e di avere fallito
Sol Re La
Do Re Fa#m
Mi Si
Il vortice possente sollevato dall’enorme rapace
Re La
posatosi sul ramo ad osservarlo inginocchiato nel pianto
Mi Si
rompeva con crudele indifferenza il suo dolore ferace
Re La
sorpreso da quel figlio del cielo che ora stava al suo fianco
Fa#m La
il petto piumato tuonava senza emettere suono
Mi Fa#m
parole che entravano calde nella mente dell’uomo
Re La
L’invito a balzare sul dorso per guardare dall’alto ciò che si era compiuto
Mi Fa#m
lo sorprese a volare aggrappato al quel falco nello spazio infinito
Re La
e vide l’enorme disegno che il suo vagabondaggio aveva tracciato
Mi Fa#m
l’uccello di Nazca chiamato dai posteri ammirati geoglifo
La
Dai procedi senza sosta
Mi
traccia il tuo cammino
Si
senza avere una risposta, questa è fede
Re
vai avanti, questo basta
Mi
la tua vita ha già un senso
Fa#m
con la sola impronta del tuo piede
Mi
e non perdere tempo a progettare il successo
Fa#m
perché ogni cammino inizia da primo passo

Tre muri


Ai miei figli.

Parole e musica Marco Perasso, licenza Creative Commons

Fa Lam Fa Lam
Fa
Io, che non ho mai saputo difendermi dal mondo
Lam
mi chiedevo come riuscirò a proteggere un figlio?
Fa
Fra i molti pensieri in gara per fecondare la mia mente
Lam
questo ha vinto, quando ho saputo che tu eri un germoglio
Sol
Ma a quel tempo non capivo ancora che sarebbe già stato
Mim
un successo arrivare perlomeno
Lam
a difenderti da me

Fa
Una sfida troppo grande per un uomo impreparato
Lam
diventare genitore prima di essere cresciuto
Fa
Poi la gioia e poi l’angoscia di vederti là in vetrina
Lam
con quell’ago a violentare la tua piccola manina
Sol
E poi la corsa a riempire la mente di nozioni da
Mim
manuale che chiudevano il mio cuore e mi portavano
Lam
lontano da te

Sol Mim
Io ringrazio questo muro che hai eretto che ti ha salvato
Lam
dal mio delirio di essere un padre perfetto

Rem Lam
Qui si nasce, qui si muore, è la ruota dell’amore
Mim Lam
fra il piacere ed il dolore, sfuma il gelo nel calore
Rem Lam
fonde gioia con tristezza, gli entusiasmi e le paure
Sol Lam
se non lasci aperto il cuore è difficile capire

Fa
Fu incoscienza, o l’entusiasmo, o la spinta della vita
Lam
a proteggere il fiorire di una nuova concepita
Fa
nell’estate sei arrivata, a dividere il fardello
Lam
colmo d’ansia e di attenzioni che portava tuo fratello
Sol
quanta strada quella notte, fra i miei sogni e l’ospedale
Mim
le tue finte veritiere mi han distolto dall’incanto
Lam
di vederti partorire

Fa
Lo sgomento ed il dolore, nel sapere che mia madre
Lam
condannava un nuovo figlio come errore da evitare
Fa
in un lampo tu sei nata e lei è morta nel mio cuore
Lam
quanto è duro da accettare questo volto dell’amore
Sol
Quell’amore che ha sorretto la mia mano tremolante
Mim
nel guidare un altro ago impietoso a farsi strada
Lam
fra le nostre calde lacrime

Sol Mim
E nel tempo anche tu hai saputo erigere la difesa
Lam
dal mio bisogno di non sentirti piangere

Rem Lam
Qui si nasce, qui si muore, è la ruota dell’amore
Mim Lam
fra il piacere ed il dolore, sfuma il gelo nel calore
Rem Lam
fonde gioia con tristezza, gli entusiasmi e le paure
Sol Lam
se non lasci aperto il cuore è difficile capire

Fa
E di sabbia ne è passata, ora lesta ora pigra
Lam
lungo i fianchi sensuali dell’implacabile clessidra
Fa
quante folli aspettative hanno visto evaporare
Lam
l’illusione di controllo di un ingenuo genitore
Sol
Quante maglie di catena intrecciate in buona fede
Mim
da sostegno a controllore, fino a prendere coscienza di
Lam
esser una palla al piede

Fa
Forse non comprenderete le mie scelte, le mie azioni
Lam
ma anche un padre in fondo è un uomo in balia delle emozioni
Fa
io per voi sono il sofista, visionario complottista
Lam
che fa il giovane ribelle alla fine della pista
Sol
Quanti modi variopinti di osservare l’universo,
Mim
e quanto mi sento solo nel lasciare che si esprima
Lam
il mio essere diverso

Sol Mim
E mattone su mattone pure in me ha avuto inizio
Lam
quel lavoro di edilizia che protegge dal giudizio

Rem Lam
Qui si nasce, qui si muore, è la ruota dell’amore
Mim Lam
fra il piacere ed il dolore, sfuma il gelo nel calore
Rem Lam
fonde gioia con tristezza, gli entusiasmi e le paure
Sol Lam
se non lasci aperto il cuore è difficile capire

Fa
E poi l’ago è ritornato, prepotente sulla scena
Lam
con quel siero maledetto, parto di una mente aliena
Fa
fu quella vostra richiesta di avallare la puntura
Lam
a scagliarmi crudelmente nella sfida mia più dura
Sol
La rinuncia di un padre alla propria autorità
Mim
alle proprie convinzioni su benessere e salute
Lam
perché quello a cui più tengo è la vostra libertà

Fa
Con la morte dentro al cuore ho forzato la mia mano
Lam
nel firmare le sentenze dentro a quel tempio pagano
Fa
la distanza da quel giorno è aumentata sempre di più
Lam
e toccare certi temi oggi è un vero tabù
Sol
che beffardo contrappasso il gradiente di colore,
Mim
da pulir la vostra cacca a non avere più contatto
Lam
col quello che è il vostro mondo interiore

Sol Mim
Ma a dispetto di quei muri, fino a quando io potrò
Lam
oggi proprio come allora nel bisogno ci sarò

Rem Lam
Qui si nasce, qui si muore, è la ruota dell’amore
Mim Lam
fra il piacere ed il dolore, sfuma il gelo nel calore
Rem Lam
fonde gioia con tristezza, gli entusiasmi e le paure
Sol Lam
se non lasci aperto il cuore è difficile capire

IA


La definizione di intelligenza che cercano di proporci sta riducendo l’uomo a una macchina; in questo senso sì, che prima o poi i cervelloni elettronici ci supereranno.

Ma la vera intelligenza sta nella creatività, nel proporre qualcosa che prima non esisteva, e non nella mera rielaborazione di ciò che già c’è.

Mi            La     Mi   
Nella vecchia server farm
Si7 Mim
IA IA OHHH

Mim
L’intelligenza artificiale
Sol
di fatto è una mente che si può programmare
La
per quanto la faccenda ti suoni strana
Mim
discende dalla logica booleana.

Mim
È un mondo binario dove non passa il treno
Sol
e dove il tuo bicchiere o è vuoto o è pieno
La
la donna è bionda o mora ma mai castana
Sim
e se non è una santa è una puttana

Mim
Deplori l’occidente e sei un islamita
Sol
condanni il genocidio e sei un antisemita
La
non credi all’allunaggio e sei un terrapiattista
Mim
se sei contro il sindacato allora sei fascista

Mim
L’intelligenza artificiale
Sol
emerge da una mente che si lascia educare
La
per quanto ti sembri curiosa l’idea
Sim
è intrisa di dogmatica manichea

Mim
Destra o sinistra, alto o basso,
Sol
bianco o nero, magro o grasso,
La
bello o brutto, aperto o chiuso
Mim
esprimi la tua scelta oppure vieni escluso

Mim
Dentro o fuori, lungo o corto,
Sol
largo o stretto, dritto o storto,
La
buono o cattivo, dolce o gabbana
Mim
scegli la tua metà campo, non restare in panchina

Mim
L’intelligenza artificiale
Sol
si esprime pienamente anche a livello sociale
La
quando il gregge si separa in due fazioni
Mim
che poi è pure il numero dei coglioni

Mim
Le masse contrapposte della tifoseria
Sol
sono la perversione della dicotomia
La
intanto c’è chi abusa coi diritti TV
Sim
delle chiappe blu cerchiate e pure rossoblu

Mim
Di fronte a una domanda con due alternative
Sol
il tutto si restringe a mere scelte esclusive
La
il figlio in tribunale che è di fronte al dramma
Mim
del dilemma della scelta fra il papà o la mamma

Mim
L’intelligenza artificiale
Sol
compendio di una stanca società bipolare
La
è l'aberrazione del principio dualista
Sim
che diventa strategia del dividi e conquista

Mim
Positivo o negativo,
Sol
freddo o caldo, morto o vivo
La
un famoso gatto, solo fra tanti
Mim
ha trasceso il bivio grazie alla teoria dei quanti

Mim
Duro o mollo, piccolo o grande
Sol
sopra o sotto, slip o mutande,
La
attenta ragazza che ti ho sgamato
Mim
quel pensiero malizioso è di sicuro un peccato

Mim
L’intelligenza artificiale
Sol
è una meta a cui l’uomo sembra proprio aspirare
La
la comoda ricetta da applicare al mondo
Mim
che ti esenta dallo sforzo del pensiero profondo

Mim
Solleva lo studente dallo scrivere il tema
Sol
l’abulico scrittore ci imbastisce una trama
La
il grafico di grido si fa schizzare il logo
Sim
devi usarla al giorno d’oggi, se vuoi essere figo

Mim
Veloce ed affidabile nel dare risposte
Sol
analizza in tempo zero informazioni nascoste
La
ma la vera intelligenza è in una mente feconda,
Mim
nel pensiero laterale di chi fa la domanda

Mim
L’intelligenza artificiale
Sol
sancisce il predominio di chi è razionale
La
se un giorno un processore sarà il più intelligente
Sim
è soltanto perché l’uomo è diventato un demente

Mim
L’intelligenza artificiale
Sol
censura il diverso, esalta l’uguale
La
e mentre tu assecondi questo gioco malsano
Mim
ti fotte il privilegio di essere umano

La mia forza


Parole e musica Marco Perasso, licenza Creative Commons.

Lam                  Do       
Un tributo di dolore al guardiano della soglia
Sol Lam
mi ha scagliato sul cammino nella luce che mi abbaglia

Lam Do
In questa recita spietata avanzo al grido di ogni doglia
Sol Lam
con la meta prospettata di ingaggiare la battaglia

Rem Lam
Mi ripeti che la vita è appannaggio di chi lotta
Mi Lam
sempre pronto a sgomitare per strappare una pagnotta

Rem Lam
Io ti dico che rifiuto questa favola corrotta
Mi Lam
e non credo a chi proietta le sue ombre nella grotta

Fa Sol
Dici che mi devo armare ma io scelgo di amare
Mim Lam
una lettera di meno può fare un mondo migliore

Lam Do
Ieri usavi con disprezzo l’etichetta di no vax
Sol Lam
oggi io mi ribattezzo con il fregio di no tax

Lam Do
Io non voglio contribuire alla spesa militare
Sol Lam
la tua falsa sicurezza sai dove la puoi ficcare

Rem Lam
Il nemico è sempre quello ma non riuscirà a piegarmi
Mi Lam
perché io sono l’agnello che non crede nelle armi

Rem Lam
Io difendo la mia terra con la forza dell’amore
Mi Lam
contro questa non puoi nulla perché non la sai capire

Fa Sol
Dici che mi devo armare e io invece vado al mare
Mim Lam
se ti cambio quella erre disinnesco il mio dolore

Fa Sol
Come vedi basta poco perché il mondo sia migliore
Mim Lam
io non cado nel tuo gioco fatto di colpe e paure!

Fa Sol
Non ti credere al sicuro prima o poi verrò a cercarti
Mim Lam
e ti mostrerò qualcuno che ha la forza di abbracciarti

Pentemina


Dedicata al torrente che scorre nella mia valle.

Parole e musica Marco Perasso, licenza Creative Commons.

Lam             Mi        Lam                   
Tu che vivi del pianto del cielo
Sol Do
lava via tutto questo dolore
Rem Do
bagna le mie stanche membra
Mi Lam
e regalami un po’ di calore
Rem Do
voglio spegnere i miei pensieri
Mi Lam
e riscaldarmi guardando un fiore

Mi
Lam Mi Lam
Che è sbocciato sulla tua sponda
Sol Do
fra le rocce inospitali
Rem Do
per buona sorte a sua insaputa,
Mi Lam
e il suo profumo non ha rivali
Rem Do
perché è cresciuto noncurante
Mi Lam
di principi ed ideali

Sol Do
Nel tuo scorrere sento la vita
Sol Do
disarmante nel suo fluire
Rem Do
che quando penso di averla capita
Mi Lam
torna a scrollarmi, destare, stupire
Rem Do
finché mi accorgo che è cominciata
Mi Lam
il giorno che accetto che dovrò morire

Mi

Lam Mi Lam
Io ti lascio le lacrime in dono
Sol Do
gocce che faranno crescere il mare
Rem Do
lavo il mio viso, e piano piano
Mi Lam
sento la forza tornare a cantare
Rem Do
nel tuo sangue cristallino
Mi Lam
che mi sussurra di lasciare andare

Mi
Lam Mi Lam
Lascio andare le mie convinzioni
Sol Do
nel riverbero delle tue acque
Rem Do
sensi di colpa, preoccupazioni
Mi Lam
morali, trofei, medaglie e patacche
Rem Do
abbandono le interpretazioni
Mi Lam
e ascolto i consigli del saggio che tacque

Sol Do
La tua linfa mi mostra la strada
Sol Do
fluente luce che irrora il cammino
Rem Do
fiera, indomabile, ovunque vada
Mi Lam
muta di forma abbracciando il destino
Rem Do
non è possibile tenerla a bada
Mi Lam
sfugge o distrugge, scompiglia ogni piano

Sol Do
Nel tuo scorrere c’è la mia vita
Sol Do
illuminata dall’imbrunire
Rem Do
a volte vorrei fosse già terminata
Mi Lam
ma lei torna a saziarmi di nuovo vigore,
Rem Do
la mia missione non è ancora compiuta
Mi Lam
ascolta i miei versi, io voglio restare!

Pa330 (per i giochi di teatro)


Parole e musica Marco Perasso, licenza Creative Commons

Do La Do La Do La Sol La

Do La
Sono diventato pazzo
Do La
perché mi sono rotto il… neurone
Do La
ora che ho squarciato il velo
Sol La
vi mando tutti a fare… un giro

Do La
State all’occhio sono matto
Do La
sono fuori come un tetto
Do La
bigotti e bacchettoni
Sol La
levatevi dai… paraggi

Mim
Finalmente sono suonato e posso dedicarmi ai giochi di teatro

Sol La
Sono diventato folle
Sol La
perché mi girano le… stelle
Sol La
libero le pulsioni
Do La
e tiro fuori… le emozioni

Sol La
Io mi sento emancipato
Sol La
dal giogo del giudicato
Sol La
porto in scena me stesso
Do La
come quando sono al… terato

Mim
Ora che mi sono affrancato posso dilettarmi ai giochi di teatro
Sim
ora che mi sono sputtanato non ho più la paura di non esser gradito
Sol
dopo troppo tempo passato dentro alla finzione di un contratto sociale
Sim
oggi recito per gioco, se mi passi lo sfogo non è roba da poco

Fa# Sol
Io sono fuori di testa
Fa#7 Sim
e oggi voglio fare festa
Fa# Sol
questa tigre che cavalco
Fa#7 Sim
mi trascina sopra al palco

La Sol
Dove è totalmente assente
Fa#7 Sim
la dittatura della mente
La Sol
lascio che mi guidi il corpo
Fa#7 Sim
è questo il dono che vi porto!

Fa#m
Il mio fare squilibrato nutre la catarsi ai giochi di teatro
Do#m
sopra un palco che mi protegge dai giudizi di un mondo che risuona ostile
La
dentro al quale sono piombato, lasciami passare il paragone scurrile,
Do#m
come un dito che ha sfondato sul più bello carta igienica sottile

Sol# La
Il timore che mi perda
Sol#7 Do#m
in questo mondo di… competizione
Sol# La
ora viene esorcizzato
Sol#7 Do#m
grazie ai giochi di teatro

Sol# La
Il bove che trascina l’aratro
Sol# Do#m
si affranca ai giochi di teatro

Sol# La
il cane che reprime il latrato
Sol# Do#m
lo sfoga ai giochi di teatro

Sol# La
l’angustia di un ambiente tetro
Sol# Do#m
si espande ai giochi di teatro

Sol# La
se non ti sdrucciola il baràtro
Sol# Do#m
ripiana ai giochi di teatro

Sol# La
perfino il grande Frank Sinatro
Sol# Do#m
cantava ai giochi di teatro

Sol# La
questa volta ho proprio esagerato
Sol# Do#m
col vizio del verso rimato!

Sol# La
E quando vuoi sentirti amato…
Sol# Do#m
vieni ai giochi di teatro!

Sol#m
Questa mia canzone ribelle grida al mondo che è libero soltanto chi è folle...

Captivo


Il coraggioso film documentario di Giulia Innocenzi, Food for Profit, mette in luce aspetti del genere umano difficili da accettare, polvere ripugnante che facilmente si preferisce nascondere sotto il tappeto.

Ma dietro a queste verità se ne nascondono altre ben più spaventose e difficili da digerire. Come può il sedicente homo sapiens produrre tanto dolore? La risposta immediata che mi arriva è: perché è cattivo.

Ma la profonda accezione di questo termine nasconde quella terrificante realtà con cui non tutti sono pronti a fare i conti. L’homo sapiens muove dalla presunzione di essere al vertice della catena alimentare, ma è davvero così?

Parole e musica Marco Perasso, licenza Creative Commons.

Lam Do Lam Do Lam  

Do Lam
Cosa importa la miseria dei fratelli in Gabon
Do
sacrifici necessari per avere l’I-Phone
Sol
l’ecologica auto verde per non farti inquinare
Lam Do Lam
vale bene la fatica dei negretti a scavare
Do Lam
Captivo!

Do Lam
Causa guerre fratricide per portarli a migrare
Do
poi li accoglie a casa tua solo per farti incazzare
Sol
se ci scappa la violenza allora il cerchio si chiude
Lam Do Lam
loro sono usurpatori e tu ti senti migliore
Do Lam
Captivo!

Do Lam
Pesta i piedi al tuo vicino senza farsi notare
Do
per creare l’estremista che dispensa terrore
Sol
il tuo odio è la pietanza che lui ama gustare
Lam Do Lam
la paura che trasudi è il suo banchetto migliore


Mi Lam
Amico sveglia, ti hanno convinto di essere cattivo
Do Sol Mi
ma il dado è truccato, questa parola ha un vizio interpretativo
Do Sol
il peccato originale non è quello il tuo segno distintivo
Lam Mi
il vero appellativo è sbalorditivo e molto più offensivo

Mi Lam
vacca da latte di un allevamento intensivo
Mi Lam
sei la vacca da latte di un allevamento intensivo
Mi Lam
sei la vacca da latte di un allevamento intensivo

Lam Do Lam Do Lam

Do Lam
Posi il culo nella culla e già sei stato marchiato
Do
con il codice fiscale del futuro torchiato
Sol
poi ti infilano nel banco dove vieni ammaestrato
Lam Do Lam
a obbedire nell’ufficio del virtuoso impiegato
Do Lam
Captivo!

Do Lam
Non c’è passo che tu muovi che non venga tassato
Do
la gran parte del tuo tempo è dedicata allo stato
Sol
la speranza di cambiare dopo avere votato
Lam Do Lam
è la fiaba prediletta del perfetto inculato

Mi Lam
Amico ribellati, ti hanno fregato col fatto che sei cattivo
Do Sol Mi
l’inghippo è nascosto nell’uso ambiguo di questo aggettivo
Do Sol
il peccato originale fa da alibi agli abusi di chi porta un distintivo
Lam Mi
il processo educativo ti vuole remissivo e dissonante cognitivo

Mi Lam
vacca da latte di un allevamento intensivo
Mi Lam
sei la vacca da latte di un allevamento intensivo
Mi Lam
sei la vacca da latte di un allevamento intensivo

Lam Do Lam Do Lam

Do Lam
Per morire sano vivi da perenne malato
Do
scansi il rischio di cadere rimanendo seduto
Sol
per salvare la pellaccia sei un pluri-dosato
Lam Do Lam
ghiotta preda di un dottore che ama farsi il bucato
Do Lam
Captivo!

Do Lam
Dentro al loculo dorato del tuo centro abitato
Do
con decine di condomini boccheggi stipato
Sol
la sicura mangiatoia del tuo supermercato
Lam Do Lam
spaccia zucchero e mangime per drogarti il palato

Mi Lam
Amico ascolta, lo sai cosa vuol dire veramente esser captivo?
Do Sol Mi
vuol dire prigioniero, adesso lo capisci qual è il loro obiettivo?
Do Sol
Ti rivelano il piano per poi dopo camuffarlo dietro a qualche diversivo
Lam Mi
una presa per il culo che ti inchioda inconsapevole nel tuo mondo giulivo

Mi Lam
da vacca da latte di un allevamento intensivo
Mi Lam
sei la vacca da latte di un allevamento intensivo
Mi Lam
sei la vacca da latte di un allevamento intensivo

Lam Do Lam Do Lam

Convinzioni diaboliche


In un precedente articolo ho esposto il motivo per cui diffido dei movimenti collettivi, in sintesi perché ritengo che siano facilmente strumentalizzabili. La mia opinione è che quanto esposto in quella sede valga anche a livello individuale, provo ora a spiegare ciò che intendo.

Penso che ciascuno di noi non si rapporti ai fenomeni della realtà circostante in modo deciso e centrato ma, soprattutto quando si trova di fronte alle novità, sia animato da una miriade di forze che puntano in svariate direzioni; è quello che chiamo ironicamente e affettuosamente ‘condominio interiore’ e che ci porta ad agire per poi pentirci della scelta fatta, oppure ci mantiene in un costante stato di indecisione e confusione.

Di fronte a certe tematiche, però, il condominio trova una strada condivisa, o quantomeno si forma al suo interno una maggioranza; questo a livello percettivo corrisponde al formarsi di una idea, di una convinzione o, ancora più profondamente, di una ideologia.

Quanto più la convinzione è radicata, tanto più prevedibile e invariante sarà il comportamento conseguente; ed è a questo punto che l’individuo diventa pilotabile e manipolabile.

Il diavolo non racconta esclusivamente menzogne, sarebbe troppo facile smascherarlo; più sottilmente, mischia verità e falsità in modo mirato, e veicola così le proprie bugie usando il vero come un cavallo di Troia.

Per questo, quanto più è radicata in noi una convinzione, tanto più diventa importante sviluppare la capacità di discernimento, perché a quel punto siamo facili burattini da manovrare.

Il fenomeno è particolarmente evidente in questi ultimi anni, nei quali si è fatto leva su principi sani per indurre comportamenti assurdi e paradossali a tutto vantaggio delle élite al comando: in nome della salute pubblica si sono adottate vere e proprie leggi razziali e si somministrano redditizi farmaci sperimentali, in nome dell’ecologia si limita la libertà di movimento, in nome dell’inclusività si tenta di cancellare ogni identità di genere, in nome della giustizia si fa la guerra, e chi più ne ha più ne metta.

Una convinzione è una netta linea di demarcazione fra ciò che è bene e ciò che è male, e come tale è uno strumento di colui che divide, il diabŏlus. Paradossalmente può risultare più funzionale l’atteggiamento confuso e contraddittorio di chi non ha certezze, da un lato perché imprevedibile, dall’altro perché maggiormente flessibile e adattabile alla mutevolezza di una realtà che non è mai statica come vorremmo.

Insomma, con questo articolo vorrei metterci in guardia dalle nostre convinzioni diaboliche perché, per quanto legate a sani principi, sono intrinsecamente malsane.

…non ebbi dubbi solo sul rock’n’roll…

Bambino ribelle


Hai presente quella vocina che hai dentro e ti dice quello che si deve e non si deve fare, arrivata da chissà dove, forse dai genitori, dagli insegnanti, da qualsiasi educatore che hai incontrato nella tua vita, e che ti sei convinto essere la tua?

Ebbene, con questa canzone prendo le distanze da quella voce e, pur comprendendo che agisce in buona fede per il mio bene, mi prendo la libertà di dirle, in una sorta di catartico dialogo interiore, che ora basta, ha davvero rotto le palle!

Parole e musica Marco Perasso, licenza Creative Commons.

Mim Sol Mim Sol

Mim
Caro genitore del mio bimbo ribelle
te lo dico con affetto hai frantumato le palle
Sol
perché

Mim
Io voglio uscir la notte per guardare le stelle
senza avere un cagacazzi che mi copre le spalle
Sol
sì, parlo di te!

Re
voglio tanto sole che mi bruci la pelle
La
incontrare sconosciuti ricchi di caramelle
Mim
per me

Fa#
Voglio frequentare quante donne mi pare
Sim
se mi gira fare sesso senza fare l’amore
La
in via Pré

Mim
Giudice interiore del mio cuore ribelle
quando arriva il tuo verdetto la mia pancia ribolle
Sol
lo so

Mim
non è il cibo ma la rabbia che la fa gorgogliare
quindi lasciami gustare quel che cazzo mi pare
Sol
oibò

Re
voglio anche viaggiare senza pianificare
La
stare a letto pur avendo molte cose da fare
Mim
si può

Fa#
voglio l’emozione di lasciarmi sbagliare
Sim
questo è il solo vero modo per poter imparare
La
che ho

Mim
Giudice interiore delle mie malefatte
puoi ficcarti i tuoi precetti dove il sole non batte
Sol
laggiù

Mim
io sono stufo di mostrarmi con imprese perfette
naturali come bionda dalle tette rifatte
Sol
al caucciù

Re
voglio dedicarmi a tutto ciò che mi piace
La
senza un grillo che ripete che non sono capace
Mim
e in più

Fa#
voglio liberarmi da quest’alienazione
Sim
che misura il mio valore con la comparazione
La
ma che gran schiavitù!

Sol
Caro genitore
La
tu lo fai per il mio bene
Fa# Sim
ma la vita dopotutto è solo mia

La
Giudice interiore
Sol
ma chi credi di salvare
La Re
hai la scienza ma ti manca la poesia
La
la poesia

Mim
Giudice interiore del mio bravo ragazzo
a me di far bella figura non importa più un cazzo
Sol
si sa

Mim
chi mi adula e lusinga non lo fa per amore
ma piuttosto per un calcolo manipolatore
Sol
eh già!

Re
voglio circondarmi dei genuini affetti
La
di chi mostra di apprezzarmi coi miei tanti difetti
Mim
va là

Fa#
voglio poter essere senza dover sembrare
Sim
ti farò capire quanto è dura addomesticare
La
Dinamite Bla!

Sol
Caro genitore
La
io comprendo il tuo sgomento
Fa# Sim
il mio risveglio può sembrarti un tradimento

La
Giudice interiore
Sol
mi ribello come un fiore
La Re
che è cresciuto con coraggio nel cemento
La
e non mi pento

Mim
questa è la canzone della mia ribellione
ora vado con fiducia verso l’integrazione...

Ho bisogno di una Manu


Una ustione di terzo grado a braccio e mano va in qualche modo celebrata, e ho pensato di farlo dedicando una canzone alla mia fisioterapista, una donna ironica e di spirito che accetterà senza dubbio di farsi un poco… canzonare.

Sol Re Mim Do
La vita va affrontata con spirito
Sol Re Do Sol
gli osti sono maestri di vita!

Sol
Questa rossa sbucciatura
Re
non mi fa certo paura
Mim
so cavarmela da solo
Do
ma siii!

Sol
Col dolore cervicale
Re
non ci sto poi così male
Mim
lo sistemo col barolo
Do
ma siii!

Re
Questa mano bruciacchiata
Mim
la lenisco con pomata
Do
e una brocca di etanolo
Re
ma siii!

Sol
mi riabilito l’ustione
Re
con manuale autogestione
Mim
e un bel sorso di nebbiolo
Do7
ma siii!
Si7
Ma siii…
Mim
Ma nuuu!!!


Do7 Si7
Qui non posso far da solo
Do7 Si7
e va beh, sarò pignolo
Do7 Si7
ma io sento che ho bisogno di una

Mim
Manu
Do7 Si7
un’amica per la pelle
Mim
Manu
Do7 Si7
io con lei vedo le stelle

Mim
Manu
Do7 Si7
sento i palpiti nel cuore
Mim
Manu
Do7 Si7
quando stringe il mio tutore


Do7 Si7
mi cattura questo gioco
Do7 Si7
Senza alcun dubbio, pressappoco
Do7 Si7
ci metterei la Manu su fuoco

Mim
Manu
Do7 Si7
mi massaggia con poesia
Mim
Manu
Do7 Si7
l’epiteliale ipertrofia

Mim
Manu
Do7 Si7
lei mi placa la fobia
Mim
Manu
Do7 Si7
per la fisioterapia


Do7 Si7
le sue strisce colorate
Do7 Si7
sulle mie braccia depilate
Do7 Si7
meglio di quelle sniffate
Do7 Si7
vado in crisi di astinenza per la

Mim
Manu

Do7 Si7
che potenza il calore della
Mim
Manu

Do7 Si7
io la sento ardentemente questa
Mim
Manu

Do7 Si7
una fiamma di passione per la
Mim
Manu

Mim
Manu