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Resto fuori (io non c’entro)


Per affrontare le difficoltà della vita credo sua utile non prenderla (e prendersi) troppo sul serio, continuando imperturbabilmente a giocare, scherzare e ridere nonostante tutto.

Anzi… a causa di tutto: se si riesce a raggiungere il dovuto distacco non si può dire che il materiale non manchi, di questi tempi, perlomeno per chi apprezza l’umorismo demenziale.

Non esiste persona più malvista dal sistema di chi è sano e felice, perché da lui non si può parassitare alcunché.

E allora lasciami giocare e folleggiare un poco con questa canzone ispiratami dal Great Piss.

La volpe acchiappa chi non sa volare; qui fuori c’è pericolo soltanto se non mostri un talento.

Mi                            La                   Mi
Le fronde delle querce cantan forte spazzolate dal vento
(io non c’entro)
Mi                            La                      Mi
La luna è alta in cielo ed avvertite un vago e triste rimpianto
(io non c’entro)
Sol                         Re                  La
Vi piacerebbe uscire ad ammirare questo cielo dipinto
Do                              Re                 Mi
Ma la blindata è salda è troppo tardi siete chiusi dentro

Mi                          La                  Mi
La convivenza nel pollaio è dura e vi aggredite d’istinto
(io non c’entro)
Mi                     La                      Mi
La sicurezza va pagata cara e adesso arriva il conto
(io non c’entro)
Sol                       Re                      La
Vi sento starnazzare rabbiosi mentre annuso il tramonto
Do                           Re                  Mi
Non posso farci nulla da qui fuori, siete chiusi dentro

Mi                            La                            Mi
La volpe acchiappa chi non sa volare, questo è il vostro tormento
(io non c’entro)
Mi                        La                        Mi
Qui fuori c’è pericolo soltanto se non mostri un talento
(io non c’entro)
Sol                        Re                           La
Mi dite sei diverso, non entrare, proprio non ci hai convinto
Do                          Re                Mi
Sorrido dal mio ramo, ben felice di non esser là dentro

Mi                  La                      Mi
Il passo verde vi rilassa se credete al racconto
(io non c’entro)
Mi                     La                     Mi
Sorridi e canta che ti passa, è il mio suggerimento
(io non c’entro)
Sol                Re                  La
Se vi sentite così liberi nel vostro recinto
Do                      Re                  Mi
Vi saluto con questa canzone e volo via nel vento
Do                   Re                    Mi
Vi do la mia benedizione e vi lascio all’incanto
Do                 Re                 Mi
Davanti alla televisione col cervello spento

Re La  Mi
Io non c’entro
Re La  Mi
Io non c’entro
Re La  Mi
Io non c’entro

Parangelia, il parassita ti manovra nascosto nelle pieghe della mente


libro

Finalmente ce l’ho fatta!

Il lento cammino iniziato a gennaio 2014, ormai più di cinque anni fa, è giunto al termine, e l’agognata meta è stata raggiunta: il mio libro è in vendita.

Si è trattato di un lavoro catartico che mi ha permesso di sfogare la rabbia rimasta troppo a lungo repressa, un disagio causato da una società opprimente e giudicante che ha fatto di tutto, e lo sta facendo tuttora spesso in totale buona fede, per impedirmi di essere me stesso.

Ma se il ricongiungimento con la mia reale essenza è ancora lontano, ho voluto in qualche modo accelerare i tempi, immaginando una realtà parallela in cui questo è già accaduto.

Purtroppo c’è un prezzo da pagare: la società pretende la standardizzazione degli individui, chi non sta al gioco è scomodo e pericoloso, e la sentenza per chi non rientra nei canoni dalla normalità è inappellabile: pazzia!

Proprio questo accade al personaggio del mio libro, che rappresenta una sorta di estremizzazione di ciò che sono stato, sono e soprattutto vorrei diventare.

E lo diventerò solo quando avrò il coraggio di vivere per davvero una vita fuori dal solco, accettando e perdonando gli inevitabili giudizi di follia ed il conseguente allontanamento da parte di questa società a cui già da tempo sento di non appartenere più.

Follia – 2


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Ti amo.

Pensavi che tutto il male che ho in serbo per te fosse odio, vero? E invece no, voglio che tu lo sappia, io ti amo.

Distruggerò ogni parte di te, ti annienterò, ti farò letteralmente sparire! Perché quando ami davvero sei disposto alla rinuncia.

Tu non sei chi credi, adesso lo vedo chiaramente: sei prigioniero della forma, ed è questa che io polverizzerò, fino a ricondurla al nulla.

La forma è la maschera virtuale che nasconde la tua più intima essenza ed io sono la maschera reale che spazzerà via questa finzione.

Il mio amore ti donerà una nuova vita, ma non nel modo che immagini: risorgerai dal vuoto che la mia follia distruttrice avrà creato.

E adesso abbandonati, lascia che ti uccida, non ci vorrà molto.

Forse non lo sai, ma pure questo è amore.

Follia


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Riso. Dolore.

Lasciami sciogliere quel grumo di pensieri,

bambina dispettosa che sbirci in fondo al mio cuore

non ti permetterò di portarmi via l’amata sofferenza.

Cattivo. Buffo.

L’equilibrio grottesco della vita

sfuma ogni mio tentativo di tracciare una linea.

Essere felice, o soffocare per non dissolversi?

Ah, potessi riscrivere tutto da capo,

per lasciare il foglio bianco!