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Resurrezione


Nell’articolo Overlook Hotel ho riportato ciò che ricordavo di un sogno fatto poco tempo fa, di cui ora credo di comprendere meglio il significato.

Quel sogno mi ha messo di fronte al mio bisogno di essere riconosciuto, di avere la conferma di esistere; bisogno che ritrovo in ogni mia interazione con le persone, e mi riporta ai primi tempi della scuola elementare, quando fuori in cortile si giocava a guardie e ladri, e da ladro ero fiero di me perché nessuno mi prendeva… finché ho realizzato che nessuno mi stava inseguendo, non mi consideravano proprio!

Adesso ho compreso che cercare la conferma della mia esistenza negli altri è un’illusione, così come cercare di essere ben voluto: nessuno mi vede veramente per ciò che sono, perché tengo nascosti molti miei aspetti per paura di non essere accettato e amato, col risultato di convogliare l’amore altrui verso un avatar virtuale, distogliendolo da me.

Che valore può avere la benevolenza di chi mi circonda, quando nel mio intimo so che regge su una finzione? Il vero amore nasce dall’accettazione incondizionata dell’altro, soprattutto degli aspetti spiacevoli; trovare il coraggio di essere me stesso ha il vantaggio di filtrare chi davvero mi ama, la paura che non resti nessuno è ciò che continua a tenermi nella recita.

Ma tutti questi sono solo giochetti della mente: alla fine esiste una sola, inoppugnabile conferma della mia esistenza: le mie sensazioni, le mie emozioni mi dicono costantemente che io ci sono, che sono vivo.

Cercavo prove nel posto sbagliato. La dissoluzione delle persone del sogno, la mia solitudine, la mia morte, rappresentavano solo la fine dell’ego.

Io sono altro. Chiudo gli occhi e sento che ci sono.

Non c’è bisogno di ulteriori conferme.

Incompreso


Vorrei poterti dire ciò che penso liberamente, senza timore di dovermi difendere da te.

Vorrei che sentissi ciò che sento, che provassi ciò che provo, che comprendessi perché agisco come agisco.

Vorrei che mi conoscessi davvero e che mi amassi per ciò che sono, e non per ciò che ho fatto, sto facendo o farò.

So che non posso aspettarmi niente di tutto questo da te, perché sei qui per mettermi di fronte ai miei bisogni.

Un giorno imparerò a esserti grato.

Questo no, quello neppure


“Così non mi piace”, disse lei per l’ennesima volta.

Lui l’amava, e desiderava accontentarla più di ogni altra cosa.

“Così?” ribatté speranzoso.

“No, così non va.”

“Allora così?”

Lei rimase un poco a riflettere, per poi sentenziare decisa: “no, neanche così!”

“D’accordo, allora vediamo se in questo modo va meglio.”

“Mmm… no, non ci siamo ancora!”

L’amore porta a tenere comportamenti inconcepibili alla ragione, e lui era decisamente in quella condizione; stavano andando avanti così da parecchio.

“Va meglio adesso?”

“No, no no no, non ci siamo proprio!”

Era esausto; la mente gli suggerì a quel punto di cambiare strategia, per trovare finalmente il modo di accontentarla.

“Senti, cara, è da molto che vado avanti per tentativi, e ho l’impressione di perdere tempo; desidero più di ogni altra cosa vederti felice, e lo sai bene. Perché, invece di continuare a dire ciò che NON VUOI, non mi dici una buona volta ciò che VUOI?”

Lei lo guardò affettuosamente.

“Se io ti dicessi ciò che voglio, smetteresti di cercare un modo di accontentarmi, e ti fermeresti a quello che ti ho suggerito.
Ciò che voglio non può essere racchiuso in una descrizione; ciò che voglio è immenso, e non ci sono confini ai miei modi di essere felice. Non voglio limitarli a pochi, imbrigliando i miei desideri in una definizione.
No, continuerò a dirti ciò che NON voglio, per lasciarti l’opportunità di confrontarti con l’infinito.”

Lui capì: il suo amore per la vita era più forte della stanchezza, e ricominciò a provare.

Follia – 2


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Ti amo.

Pensavi che tutto il male che ho in serbo per te fosse odio, vero? E invece no, voglio che tu lo sappia, io ti amo.

Distruggerò ogni parte di te, ti annienterò, ti farò letteralmente sparire! Perché quando ami davvero sei disposto alla rinuncia.

Tu non sei chi credi, adesso lo vedo chiaramente: sei prigioniero della forma, ed è questa che io polverizzerò, fino a ricondurla al nulla.

La forma è la maschera virtuale che nasconde la tua più intima essenza ed io sono la maschera reale che spazzerà via questa finzione.

Il mio amore ti donerà una nuova vita, ma non nel modo che immagini: risorgerai dal vuoto che la mia follia distruttrice avrà creato.

E adesso abbandonati, lascia che ti uccida, non ci vorrà molto.

Forse non lo sai, ma pure questo è amore.