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Le relazioni ai tempi del meccanicismo


Apro l’assistente vocale dello smartphone, sullo schermo appare:

“Come posso aiutarti?”

Io dico ad alta voce: “Ho bisogno di amore”

Risposta a video: “Ciao, cosa posso fare per te?”

Ribadisco ad alta voce: “Ho bisogno di amore!”

Risposta a video: “Ciao, come posso esserti di aiuto?”

“Fammi sentire amato…”

Risposta a video: “Devo ancora lavorare al mio repertorio. Nel frattempo posso farti una sirenata”, e parte il suono di una sirena.

Io ritento: “Fammi sentire che mi ami!”

E il telefono: “Certo! Dulce Simfonie di AMI“; e fa partire il video su YouTube.

Io: “Sei solo uno stupido robot.”

Lui: “Ti prometto che farò del mio meglio per scalare la classifica dei tuoi preferiti.”

Penso che possa bastare e mi fermo qui.

Ti suggerisco di fare tu stesso la prova, io l’ho trovato molto divertente.

~°~°~

È così che funziona una mente meccanica. Può essere sofisticata quanto vuoi, usare reti neurali, enormi banche dati e sistemi esperti, le ultime diavolerie della tecnica, ma ciò che è meccanico resta, fondamentalmente, stupido.

Così ci stanno abituando a ragionare, questo è il modello in cui le nostre relazioni rischiano di degenerare: scambi di superficie all’apparenza coerenti (salvo saltuari, buffi e surreali scivoloni alla stregua di quello riportato sopra) che non scendono mai nel vero contatto umano.

Le lobby che ci governano, le loro propaggini burocratiche, fino all’ultimo dei servi del potere, lo sceriffo improvvisato che gira per strada, ragionano così: hanno perso la capacità di sentire nel profondo, e agiscono guidati dal mero calcolo. Applicano il protocollo, insomma. Sono smart esattamente come il mio telefono.

Ed è proprio questo che salverà l’umanità: perché accecati dal loro freddo raziocinio hanno perso di vista il fatto che siamo in grado di amare. Questa è la nostra arma più grande, l’amore va contro ogni regola, spiazza, destabilizza, manda per aria ogni calcolo. E loro hanno dimenticato completamente di che si tratta, altrimenti non agirebbero in preda alla smania di potere.

Non si aspettano che ci amiamo; e neppure che alcuni di noi siano in grado di amarli, perché in fondo, ‘loro’ siamo anche noi, rappresentano la nostra parte meccanica e ci fanno da specchio.

Questo stiamo imparando a fare, sempre di più: amare.

Questa è la nostra ancora di salvezza… o la lezione che dovevamo imparare.

Quanto a loro… o imparano come noi, o si auto distruggeranno.

In ogni caso, mi sento al sicuro. Sempre che riesca ad amare…