C’è stato un periodo della mia vita in cui agivo guidato dal mito della produttività, in parte influenzato dagli studi economici che stavo portando avanti.
Un atteggiamento mutuato dalla cultura anglosassone e improntato alle logiche di mercato, alla crescita, alla competizione, al business.
Col tempo ho realizzato quanto fosse fallace e illusorio questo modo di rapportarsi alla vita, e mi sono spostato nel campo delle discipline olistiche, della spiritualità, della crescita personale.
Oggi mi sto rendendo conto che questo nuovo mondo non è poi tanto diverso dal precedente; anche qui trovo atteggiamenti egoici da parte dei guru di turno, per non parlare dei loro discepoli in costante gara per essere più spirituali del vicino, e soprattutto un fattore unificante che mi fa sentire in perenne stato di inadeguatezza: quello del dover essere.
Come per il vecchio mondo, anche nel sedicente nuovo emergono modelli di riferimento, pratiche, suggerimenti, ricette che mi mettono di fronte a ciò che non sono e che potrei (o dovrei) diventare.
Alla fine mi sto convincendo che la vera saggezza si trovi nella semplicità che ho appreso dai vecchi dell’appennino ligure: non c’era bisogno di allontanarsi molto per ottenere ciò che già avevo a portata di mano.
Ho voluto tradurre questa esperienza nelle strofe di una canzone che ho intitolato, appunto, The nearest wisdom (La saggezza più vicina).
Rem Sib
Profit and loss keep in trouble your boss
(Profitti e perdite fanno preoccupare il tuo capo)
Fa La7
fly on the top, never run for a flop
(vola in alto, non correre mai per un flop)
Rem Sib
hands out of your pockets, you’ve to sell out your tickets
(mani fuori dalle tasche, devi vendere tutti i tuoi biglietti)
Fa La7
plan fine the budget, lubricate up your gadgets
(pianifica bene il tuo budget, e lubrifica i tuoi attrezzi)
Rem Sib
business is business, there’s no room for forgiveness
(gli affari sono affari, non c'è spazio per il perdono)
Fa La7
sharpen your nails and do boost up the sales…
(affila le tue unghie e aumenta le vendite)
Sib Fa
No, la vita non può esser tutta qua
La7 Rem
devi accrescere la spiritualità
Sib Fa
meditare in astinenza e povertà
La7 Rem
ti solleva dalla tua meschinità
Sib Fa
abbandona questa materialità
La7 Rem
a prepara il nuovo mondo che verrà
Do
entrerai in 5D…
La7
oa stamme un pö a sentî...
(adesso stammi un po' a sentire...)
Fa Do
Quande a vitta a l’ê un casin
(Quando la vita è un casino)
Do7 Fa
battinene u belin, battitene u belin
(sbattitene il cazzo, sbattinene il cazzo)
Do
caccia doe euve inte un tianin
(caccia due uova in un tegamino)
La7 Rem
bazzañe, salamme e un gòttin de vin
(fave, salame e un bicchierino di vino)
Fa Do
Quande a vitta a l’ê un casin
(Quando la vita è un casino)
Do7 Fa
battinene u belin, battitene u belin
(sbattitene il cazzo, sbattinene il cazzo)
Do
danni in baxo ai teu foentin
(dai un bacio ai tuoi bambini)
La7 Rem
e ascadite e òsse davanti au camin
(e scaldati le ossa davanti al camino)
Mim Do
Focus your target and do control the market
(Metti a fuoco l'obiettivo e controlla il mercato)
Sol Si7
watch at the share, social media aware
(guarda lo share, poni attenzione ai social media)
Mim Do
don’t care for rest, you’ve to shine out your best
(non ti preoccupare del riposo, devi brillare dando il tuo meglio)
Sol Si7
improve your strategy, this is war, not a comedy
(migliora la tua strategia, questa è guerra, non una commedia)
Do Sol
No, la vita non può esser tutta qua
Si7 Mim
vibra forte ed orientato all’aldilà
Do Sol
abbandona questa rozza densità
Si7 Mim
a apri il cuore al nuovo mondo che verrà
Re
una terra in 5D…
Si7
oa danni mente a mi…
(ora dai retta a me...)
Sol Re
Quande a vitta a l’ê un casin
(Quando la vita è un casino)
Re7 Sol
battinene u belin, battitene u belin
(sbattitene il cazzo, sbattinene il cazzo)
Re
piggia exempiu dai ciù piccin
(prendi esempio dai più piccoli)
Si7 Mim
e gödite u fresco du teu giardin
(e goditi il fresco del tuo giardino)
Sol Re
Se a tò vitta a l’ê un casin
(Se la tua vita è un casino)
Re7 Sol
cöse ti mogogni co-o to vexin
(cosa mugugni col tuo vicino)
Re
danni lustro au tò viulin
(lustra il tuo violino)
Si7 Mim
piggine tanta, paga u tò conto e nu rompî u belin
(prendine tanta, paga il tuo conto e non rompere il cazzo)
Si7 Mim
paga u tò conto e nu rompî u belin
(paga il tuo conto e non rompere il cazzo)
Si7 Mim
paga u tò conto... e nu me rompî u belin!
(paga il tuo conto... e non mi rompere il cazzo!)
Parole e musica di Marco Perasso, Licenza Creative Commons.


