Archivio mensile:ottobre 2023

Civilizzato o… addomesticato?


Questo post è dedicato a te, che consideri con atteggiamento di sufficienza quegli indigeni che vivono ancora in capanne e praticano riti che definisci barbari, e ti senti superiore e al sicuro perché appartieni alla cosiddetta società civile.

Non ti rendi conto che quella stessa società ti ha reso praticamente inadatto alla sopravvivenza, se privato degli strumenti che ti mette a disposizione.

Non sei civilizzato: sei addomesticato, e totalmente dipendente da quegli strumenti, come un barboncino rasato ha bisogno del suo padrone, come un pollo ha bisogno del fattore.

Non hai pelliccia per proteggerti dal freddo, non hai unghie o denti aguzzi per combattere, la tua pelle delicata e la tua incapacità di sopportare dolore e fatica fanno di te una preda facile e un predatore risibile.

Se dall’oggi al domani ti togliessero giacca e cravatta, carta di credito, telefono, ogni altro tipo di gadget moderno e ti esiliassero in un bosco… che ne sarebbe di te? Pensi che il tuo grande cervello da sapiens sapiens sarebbe sufficiente a garantirti la sopravvivenza, abituato come sei a quella specializzazione che ti rende il migliore in un solo, unico, campo di nicchia?

Scendi dal piedistallo, e prega che chi ti sta sfruttando a tua insaputa come una mucca da latte continui a darti il sostentamento di cui tanto hai bisogno.

E magari guarda con un pizzico di stima e ammirazione chi vive ancora libero, nudo e armato di lancia in una remota selva dell’Amazzonia.

Causa ed effetto


Nel colloquio di counseling c’è una domanda che è preferibile non utilizzare: “Perché?”

Questa domanda stimola un registro squisitamente mentale, invitando l’intelletto ad andare a trovare spiegazioni, cause, fattori scatenanti di una determinata situazione.

Cercare nel passato ciò che ha portato alla condizione attuale può inoltre far correre il rischio di convincersi dell’esistenza di uno stretto legame di causa effetto che rende immodificabile il presente.

Se ad esempio ho subito un trauma infantile e mi convinco che condizioni pesantemente il mio modo di relazionarmi con le persone, poiché ciò che è accaduto non è modificabile né eliminabile potrei giungere alla conclusione che non c’è più nulla da fare, che ‘io sono fatto così’.

Ma c’è un altro tipo di considerazione che merita di essere affrontata: il ragionamento precedente dà implicitamente per scontato che la causa sia nel passato e l’effetto nel futuro; se il bicchiere, in questo momento, cade per terra, è perché qualche istante prima qualcuno o qualcosa lo ha spinto oltre il bordo del tavolo.

Questo presuppone un tempo lineare unidirezionale in cui tutto ciò che si trova nel presente viene determinato da ciò che è accaduto in precedenza, arrivando ad annullare ogni possibilità di libero arbitrio, a ben riflettere.

La domanda provocatoria che ti voglio fare è questa: riesci ad immaginare un mondo in cui sia il futuro a condizionare il presente?

Potresti obiettare che non ci sono evidenze empiriche ad avvalorare questo tipo di strampalata ipotesi, eppure considera questo esempio: oggi, lunedì, prendi un giorno di ferie per il venerdì successivo, perché hai intenzione di fare un weekend lungo in una città europea. Sempre oggi, prenoti una camera d’albergo e un volo aereo.

Cosa ha provocato questi eventi? Non è ragionevole pensare che la causa di quanto accaduto oggi sia da collocarsi anche nel futuro?

E’ ben vero che si tratta di una causa solo ipotetica, non essendosi ancora verificata in concreto, ma è innegabile che produca degli effetti reali, e questo a mio avviso è sufficiente a rendere reale essa stessa.

Abbandonare l’unidirezionalità lineare del tempo e dei legami di causa-effetto amplia enormemente la visione del mondo, e ha la potenza di dare all’immaginazione l’opportunità di creare cause che producano un presente più gradevole e accettabile.

A me piace moltissimo questa idea, tu che ne pensi? E’ meglio continuare a rimanere legati al passato crogiolandosi nelle proprie sfighe, oppure immaginare un magnifico futuro che possa concretamente condizionare l’oggi che stiamo vivendo?

La scelta è tua… adesso!