Il germe di questa canzone è nato dentro me durante un intenso ritiro sciamanico che mi ha portato a stretto contatto con la sofferenza del mio lato femminile.
Il parto è arrivato poi a distanza di due giorni, in una fredda mattina d’autunno che mi ha visto inchiodato alla chitarra e al notebook fino a che l’intera canzone non era giunta a compimento; mi sentivo quasi posseduto da forze più grandi di me, e forse così è stato.
Il tema è quello della sofferenza, calata nello specifico dell’abuso sessuale su una bambina; l’orrore che suscita un evento del genere distoglie dal fatto che il corpo, inconsapevole della morale e della distinzione fra bene e male, laddove stimolato reagisce conformemente alle regole che Madre Natura ha stabilito, producendo sensazioni piacevoli o spiacevoli a seconda degli stimoli ricevuti.
E’ naturale sentirsi vicini e offrire conforto a chi ha provato dolore, ma chi darà mai ascolto a chi ha invece provato un piacere proibito?
Ho immaginato, col fare maldestro di chi parla di fatti non vissuti in prima persona, che anche le esperienze più traumatiche possano nascondere una componente di piacere, soprattutto se chi le subisce vive nell’ingenuità, priva di sovrastrutture mentali, di chi ancora non conosce certe aberrazioni della vita e ha un corpo altamente ricettivo, pronto ad accogliere, curioso, ogni stimolo che essa può donargli.
Se avessi goduto, anche solo per un breve istante, durante un abuso, con chi potrei mai parlarne? Con chi potrei mai condividere questo fardello di sensi di colpa, vergogna, giudizio, incredulità? Come potrei mai accettare ciò che ho provato, accettare me stesso, se sono circondato da persone che mi offrono la loro vicinanza e accoglienza grazie al mio essere vittima? Non mi sentirei forse moralmente obbligato ad amplificare il dolore e nascondere il piacere, condannando per sempre una parte di me ad essere segregata nell’oblio delle anomalie patologiche?
Forse il vero trauma si nasconde proprio nelle pieghe di questa contraddizione, che nessuno saprà mai comprendere fino in fondo, finché non ci passa attraverso.
Perché il dolore è soltanto piacere che non si può sopportare.
Parole e musica Marco Perasso, licenza Creative Commons.
Mim Do Mim Do
Mim
Ricordi quelle mani rugose
Do
voraci, tremanti, bramose
Re Sim
squarciare di una riga rossa
Mim
il tuo velo bianco
Mim
Quel volto randagio e canuto
Do
quel sorriso in cui avevi creduto
Re Sim
sfumavano avvolti dalla nebbia
Mim
in un profilo stanco
Sol
La voglia di scoprire il mondo
Sim
col cuore aperto alla gioia
Re
attirava l’ingenua falena
Mim
nella fiamma del boia
Do
Sensazioni mai prima provate
Sol
il tuo fiore che aspettava l’estate
Re
un frutto troppo acerbo
Mim
per donare i suoi colori all’aurora
Mim
L’esplosione ha liberato il dolore
Do
così forte da inondare terrore
Re Sim
quella fiamma va tenuta nascosta
Mim
nelle segrete del cuore
Mim
Così l’odio toglie il posto all’amore
Do
odi il vecchio, odi il tuo corpo, il tuo odore
Re Sim
e quel fuoco tiene in botta la caldaia
Mim
di una bomba a vapore
Sol
Quella bimba va nascosta alla vita
Sim
va protetta, va sgridata e punita
Re
ma non serve dirlo in giro
Mim
perché in fondo non verrà mai capita
Do
E la donna che al suo posto compare
Sol
ha deciso: non ci si deve fidare
Re
questo mondo porta in giro
Mim
sofferenza camuffata da amore
Do Mim
Fa#m
Così hai messo la tua vita a tacere
Re
e la mente ha chiuso in cantina il cuore
Mi Do#m
hai sepolto quel ricordo nella terra
Fa#m
per lasciarlo morire
Fa#m
Ma l’amore non si può arginare
Re
ogni fiore è destinato a sbocciare
Mi Do#m
e quel seme che hai nascosto ti aspettava
Fa#m
pronto per germinare
La
Il tuo corpo ha cominciato a gridare
Do#m
reclamando la sua dose di sale
Mi
costringendo la mente a rinunciare
Fa#m
alla sua idea di dolore
Re
Quel dolore che ti aveva aggredito
La
spaventandoti, non avevi capito
Mi
che era l’estasi di un piacere
Fa#m
che arrivava nel momento sbagliato
La
Ti ha sorpreso inerme ed impreparata
Do#m
nel bel mezzo di una storia malata
Mi
emozioni troppo forti da donare
Fa#m
ad una bimba spaurita
Re
Il perdono ti saprà liberare
La
questa storia la lascerai andare
Do#m Mi
perché il dolore è soltanto piacere
Fa#m
che non puoi sopportare
Do#m Mi
il dolore è soltanto l’amore
Fa#m
che non vuoi accettare
