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Convinzioni diaboliche


In un precedente articolo ho esposto il motivo per cui diffido dei movimenti collettivi, in sintesi perché ritengo che siano facilmente strumentalizzabili. La mia opinione è che quanto esposto in quella sede valga anche a livello individuale, provo ora a spiegare ciò che intendo.

Penso che ciascuno di noi non si rapporti ai fenomeni della realtà circostante in modo deciso e centrato ma, soprattutto quando si trova di fronte alle novità, sia animato da una miriade di forze che puntano in svariate direzioni; è quello che chiamo ironicamente e affettuosamente ‘condominio interiore’ e che ci porta ad agire per poi pentirci della scelta fatta, oppure ci mantiene in un costante stato di indecisione e confusione.

Di fronte a certe tematiche, però, il condominio trova una strada condivisa, o quantomeno si forma al suo interno una maggioranza; questo a livello percettivo corrisponde al formarsi di una idea, di una convinzione o, ancora più profondamente, di una ideologia.

Quanto più la convinzione è radicata, tanto più prevedibile e invariante sarà il comportamento conseguente; ed è a questo punto che l’individuo diventa pilotabile e manipolabile.

Il diavolo non racconta esclusivamente menzogne, sarebbe troppo facile smascherarlo; più sottilmente, mischia verità e falsità in modo mirato, e veicola così le proprie bugie usando il vero come un cavallo di Troia.

Per questo, quanto più è radicata in noi una convinzione, tanto più diventa importante sviluppare la capacità di discernimento, perché a quel punto siamo facili burattini da manovrare.

Il fenomeno è particolarmente evidente in questi ultimi anni, nei quali si è fatto leva su principi sani per indurre comportamenti assurdi e paradossali a tutto vantaggio delle élite al comando: in nome della salute pubblica si sono adottate vere e proprie leggi razziali e si somministrano redditizi farmaci sperimentali, in nome dell’ecologia si limita la libertà di movimento, in nome dell’inclusività si tenta di cancellare ogni identità di genere, in nome della giustizia si fa la guerra, e chi più ne ha più ne metta.

Una convinzione è una netta linea di demarcazione fra ciò che è bene e ciò che è male, e come tale è uno strumento di colui che divide, il diabŏlus. Paradossalmente può risultare più funzionale l’atteggiamento confuso e contraddittorio di chi non ha certezze, da un lato perché imprevedibile, dall’altro perché maggiormente flessibile e adattabile alla mutevolezza di una realtà che non è mai statica come vorremmo.

Insomma, con questo articolo vorrei metterci in guardia dalle nostre convinzioni diaboliche perché, per quanto legate a sani principi, sono intrinsecamente malsane.

…non ebbi dubbi solo sul rock’n’roll…

Riflessioni criptiche di un programmatore – Fuori dal solco yin e yang


Uscire dal solco è per me avvicinarsi alla verità, ossia aumentare la consapevolezza.

Una strada è quella di abbandonare giudizi, preconcetti, interpretazioni.

Fare il vuoto, aumentare l’entropia.

L’entropia è la misura, al negativo, della quantità di informazione: maggiore l’entropia, minore l’informazione.

Un’idea è una sorta di avvallamento nella superficie mnesica, un solco; se abbandono l’idea senza sostituirla con un’altra il solco si appiana e l’informazione si riduce, l’entropia aumenta.

E’ come cancellare dei segni da un foglio fino a tornare alla superficie bianca, in cui l’entropia è massima e l’informazione nulla, è quella che definirei la via yin all’illuminazione.

Ma a ben vedere esiste una seconda via altrettanto valida, che definirei yang, e consiste nell’aggiungere informazione.

Via via che si maturano nuove idee la superficie mnesica si arricchisce di solchi, il foglio si riempie di tratti fino ad arrivare a una superficie uniformemente scavata, a un foglio senza più spazi bianchi.

Il massimo dell’informazione equivale a nessuna informazione. L’infinito collassa nello zero. Il cerchio si chiude.

Non importa che strada scegli, l’entropia, per un ben noto fenomeno fisico, è destinata ad aumentare, e alla fine la verità avrà il sopravvento.

E’ solo questione di tempo. The best is yet to come!

Ringrazio Corrado Malanga per i suoi preziosi spunti sull’entropia.