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Psicomagia: non ci credo ma funziona


Settembre 2020. è passato un anno e mezzo da quando il mio libro è stato pubblicato e non ho ancora raggiunto l’obiettivo: vederlo sullo scaffale di una libreria.

I tentativi di metterlo in evidenza ci sono stati, purtroppo caduti nell’indifferenza dei vari librai contattati. Tentativi maturati su un piano mentale, razionale.

Mi dico: se questi non hanno funzionato, tanto vale provare con quelli irrazionali; non ho nulla da perdere, a parte forse l’autostima di una parte di me.

Decido allora di provare un rituale di psicomagia, come suggerisce Alejandro Jodorowsky. Si tratta in breve di questo: partiamo dall’assunto che l’attività mentale cosciente rappresenta solo una piccola percentuale del totale, la vera partita si gioca a livello inconscio; e il linguaggio dell’inconscio è di tipo non verbale, si basa su immagini e simboli.

Se voglio davvero interiorizzare la convinzione che posso raggiungere il mio obiettivo, dunque, non serve a nulla ripetermelo a parole come un mantra, bisogna usare un altro linguaggio, quello delle immagini.

Dopo di che è necessario un ulteriore atto irrazionale: abbandonarsi all’idea che una volta affidato all’inconscio l’intento si tramuterà in realtà.

Decido dunque di recarmi presso una nota libreria di Genova e posizionare truffaldinamente il mio libro sullo scaffale delle nuove proposte allo scopo di fotografarlo: stamperò poi la foto e la posizionerò in un luogo ben visibile della mia abitazione, affinché l’immagine arrivi per via subliminale dove serve.

Fake: il mio libro in esposizione

Fatto questo, riprendo il libro ed esco in strada; percorro un centinaio di metri, quindi mi domando: perché non provare anche qualcosa di concreto?

Ritorno sui miei passi e rientro in libreria; al banco delle informazioni dico che sono un neo scrittore e che il mio sogno è vedere un giorno il mio libro su uno di quelli scaffali: come devo fare?

L’addetto mi invita a seguirlo, quindi mi fa parlare con la responsabile; la quale mi mette di fronte alla necessità di avere uno smercio per i libri ordinati, di farmi aiutare dagli amici chiedendo loro di acquistare alcune copie, perché se non c’è ricircolo la libreria non ha convenienza ad ordinarne altre… alla fine va al computer e mi ordina una copia del libro!

Passa una settimana e l’immagine da posticcia diviene reale.

Obiettivo raggiunto: il mio libro in esposizione

La psicomagia ha funzionato, nel momento stesso in cui l’ho messa in atto!

Ovviamente non ci credo, è stata una coincidenza ma… quasi quasi ci riprovo, con qualcosa di più sostanzioso.

Parangelia, il parassita ti manovra nascosto nelle pieghe della mente


libro

Finalmente ce l’ho fatta!

Il lento cammino iniziato a gennaio 2014, ormai più di cinque anni fa, è giunto al termine, e l’agognata meta è stata raggiunta: il mio libro è in vendita.

Si è trattato di un lavoro catartico che mi ha permesso di sfogare la rabbia rimasta troppo a lungo repressa, un disagio causato da una società opprimente e giudicante che ha fatto di tutto, e lo sta facendo tuttora spesso in totale buona fede, per impedirmi di essere me stesso.

Ma se il ricongiungimento con la mia reale essenza è ancora lontano, ho voluto in qualche modo accelerare i tempi, immaginando una realtà parallela in cui questo è già accaduto.

Purtroppo c’è un prezzo da pagare: la società pretende la standardizzazione degli individui, chi non sta al gioco è scomodo e pericoloso, e la sentenza per chi non rientra nei canoni dalla normalità è inappellabile: pazzia!

Proprio questo accade al personaggio del mio libro, che rappresenta una sorta di estremizzazione di ciò che sono stato, sono e soprattutto vorrei diventare.

E lo diventerò solo quando avrò il coraggio di vivere per davvero una vita fuori dal solco, accettando e perdonando gli inevitabili giudizi di follia ed il conseguente allontanamento da parte di questa società a cui già da tempo sento di non appartenere più.