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La logica fuzzy


Dai manichei che ti urlano “o con noi o traditore!” libera nos Domine!

Così cantava Francesco Guccini molti anni fa, ed è una strofa a mio avviso molto azzeccata.

Perché viviamo in una società dominata dalla logica booleana, nel nostro modo di pensare predomina la congiunzione disgiuntiva ‘o’ (congiunzione… disgiuntiva! Curioso, vero?); tutto è bianco o nero, non esistono le cinquanta sfumature di grigio di jamesiana memoria.

Ragioniamo per rigide categorie: questo significa che se sei una cosa, ovviamente non puoi essere il suo opposto. E che se stai con loro, ovviamente non puoi stare con noi: non puoi essere sia genoano sia sampdoriano. E se ti piace qualcosa, ovviamente non ti può piacere il suo contrario. Detta così, suona talmente ovvio che appare impossibile che possa esistere un modo diverso di vedere la realtà, ed è proprio questa la migliore dimostrazione di quanto siamo imprigionati in una cella dalle sbarre invisibili.

Pensare in altro modo sembrerebbe portare a dei paradossi, e a livello cognitivo è proprio così, ma se osservi i tuoi comportamenti quotidiani capirai che alla contraddizione arrivi invece se ti ostini a rimanere nel dualismo, e questa volta si tratta di una contraddizione a livello comportamentale: applicare rigidamente questo pensiero dicotomico conduce necessariamente ad una condotta in aperto contrasto con quanto si afferma.

Ti faccio un esempio: sei un vegano accanito, sei contro ogni forma di violenza sul mondo animale. Lo sei al cento per cento, di quelli che non sgarrano mai. E ovviamente, se sei vegano non puoi essere il suo opposto, non puoi essere uno che fa del male agli animali.

Questa affermazione così categorica ti mette immediatamente di fronte ad una contraddizione: perché se osservi attentamente e con onestà intellettuale ogni tuo gesto quotidiano, capisci che ciò che sostieni non è vero in assoluto.

Se ti ammali gravemente, rinunci forse ad assumere antibiotici per non uccidere le cellule di origine animale dei batteri? Se la tua casa è invasa dalle zanzare, le lasci portare avanti il loro pasto indisturbate? Oppure esiste un confine di comodo, che mette gli animali degni da un lato e quelli indegni dall’altro? E chi stabilisce questo confine?

Non parliamo poi di religione, sarebbe come sparare sulla croce rossa.

yinyang

La verità è che per nascondere la contraddizione hai imparato a sviluppare dei meccanismi che ti nascondono certe fette di realtà, quelli che Gurdjieff chiamava ammortizzatori: non riesci ad ammettere a te stesso di avere comportamenti in contrasto col tuo modo di pensare (sei sicuro che sia proprio tuo?), e così operi una rimozione: i fatti scomodi non esistono, o comunque vengono percepiti in maniera edulcorata attraverso dei “però” e dei “ma”: le eccezioni che confermano la regola.

Ma sono proprio queste eccezioni il nocciolo della questione: ne basta una, per stabilire che il bianco immacolato non esiste, così come non esiste il nero più buio.

Perché invece non accogliere una visione diversa del mondo? Una logica più ampia, più aperta, una logica fuzzy: sì, sei vegano, ma non lo sei al cento per cento, lo sei… diciamo al novantacinque? Dai mi sembra una buona percentuale. Questo ti salva dai comportamenti contraddittori: e se per una domenica non hai santificato le feste, beh rimani sempre un buon cristiano, no?

Abbandona quindi la congiunzione ‘o’, per abbracciare la congiunzione ‘e’: perché la realtà è complessa, e tu puoi essere questo e quello; che salto di qualità, quando questo approccio entra nella visione dei rapporti interpersonali!

Avere la libertà di essere una molteplicità, senza per questo sentirsi in difetto.