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La soluzione


Un amico si rivolge a te perché ha un problema: sembra più che naturale volersi adoperare per aiutarlo a trovare una soluzione.

Ma sei proprio certo che si sia rivolto a te per questo? Sei certo che sia ciò di cui ha veramente bisogno?

Beh, se il problema che viene posto è di tipo squisitamente tecnico, probabilmente sì, per esempio: “non parte il decespugliatore, ho già pulito il carburatore e sostituito la candela ma continua a non funzionare, ti viene in mente cos’altro potrebbe essere?”

Ci sono però casi in cui le persone si confidano per condividere un disagio esistenziale, al solo scopo di non sentirsi sole, di sentirsi comprese. Allora, il problema in sé diventa un pretesto, e se ti prodighi per risolverlo, o per convincere che nella vita c’è di peggio nel tentativo, in totale buona fede, di sollevare l’amico dal disagio… ebbene in tal caso otterresti l’effetto opposto.

Trovare una soluzione alla situazione contingente non farebbe che eliminare un appiglio, e magari comunicare implicitamente all’altro: eccoti ciò che ti serve (incapace), ora va e non mi scocciare.

Ho esagerato un po’ i toni per rendere l’idea, ma parlo per esperienza: è così che mi sono sentito in molti frangenti.

è importante comprendere che spesso le persone non vogliono risolvere problemi ma soltanto avere qualcuno vicino, e mantengono in vita lo status quo a tal scopo, come un bimbo che finge di star male per avere l’affetto dei genitori.

Siamo in molti, bimbi bisognosi di affetto.

Consulenza o counseling?


Attualmente sbarco il lunario come sviluppatore software; mi capita spesso di interagire con un collega piuttosto in gamba, col quale ci si aiuta vicendevolmente per risolvere problemi di lavoro.

E’ già successo diverse volte che mi chieda aiuto (ma è più frequente il contrario) seguendo uno schema piuttosto caratteristico, che ti voglio qui raccontare per avere uno punto di partenza per le riflessioni successive. Accade più o meno questo.

Non riesce a venire a capo di un malfunzionamento del programma; dopo aver lasciato girare le rotelle invano per un po’, mi chiama per un aiuto; io arrivo; lui inizia ad espormi il problema partendo dalle origini, più o meno dai tempi dell’albero della conoscenza, fornendomi dettagli molto circostanziati sulle cause a monte, sui tentativi fatti, sui risultati attesi che non arrivano, sulle ipotesi a contorno.

Io penso che sarebbe molto meno time consuming se mi esponesse il tutto partendo dalla fine (cosa non funziona), così che io possa fare le mie elucubrazioni a mente libera ed in modo maggiormente orientato. Troppe informazioni confondono solamente il quadro della situazione e sviano dal nocciolo della questione.

Ma lui no; prosegue ad esporre i fatti, fa domande ma non mi lascia il tempo di rispondere, perché risponde lui stesso. La scena prosegue così per qualche minuto, a volte anche una decina, poi improvvisamente gli si illuminano gli occhi e prorompe in un festoso Eureka!

Ha capito dov’è il problema (io non ho neanche ancora capito qual è il problema).

Me ne vado, e lui ringrazia per  l’aiuto.

Sono stato di aiuto?

Certo, lo sono stato, ma non nel modo a cui normalmente si pensa. Quello di cui aveva bisogno non era una consulenza tecnica, ma di qualcuno di fiducia con cui confrontarsi. Di qualcuno che parlasse la stessa lingua, che potesse comprenderlo.

La soluzione ce l’aveva con sé, non stava da qualche parte là fuori. Ma parlarne lo ha aiutato a mettere ordine nei pensieri; dovendo esporre ad un terzo è stato costretto a seguire un flusso di ragionamento più lineare, più consapevole. Si è inoltre trovato suo malgrado ad adottare un punto di vista alternativo, mettendosi più o meno consapevolmente nei miei panni. E’ questo uscire dal problema che lo ha portato alla soluzione dello stesso.

A volte lo prendo affettuosamente in giro dicendo che ho agito da psicologo, e non da programmatore, ma credo di non essere troppo distante dalla realtà.

Così come credo che, il più delle volte, la risposta che andiamo cercando sia dentro di noi. Forse abbiamo solo bisogno di un amico che ci aiuti a trovarla. Semplicemente ascoltando.