L’onere della prova


Mi hanno fregato nel momento in cui sono riusciti a convincermi che l’onere della prova spetta a me.

È accaduto molti anni fa, oggi me ne sono finalmente reso conto, ma ogni tanto lo dimentico e ci casco nuovamente.

Mi hanno detto, più o meno esplicitamente: dimostra quanto vali, dimostra che meriti di far parte di questa società. Io mi sono lasciato convincere e ho abboccato.

Da una vita mi sbatto per essere produttivo, per dare un senso alle mie giornate, per migliorarmi. Se mi comportassi così per il piacere di farlo, non ci sarebbero problemi. Il fatto è che spesso sono mosso dal bisogno di accettazione, da questo subdolo senso del dovere, di dover provare a me stesso (e indirettamente agli altri) che la mia esistenza ha un senso, che ho il diritto di stare a questo mondo.

Ma ora basta.

Chi ha stabilito che l’onere della prova spetta a me? Perché mai dovrei essere io a dimostrare quanto valgo?

Io valgo per il semplice fatto di essere. Altrimenti non sarei.

Caro amico, se pensi che io non abbia diritto di stare su questa terra, ebbene dimostramelo, l’onere della prova è tutto tuo. E cerca di essere convincente, perché dopo essere stato ingannato per tutti questi anni, adesso sono fermamente deciso a godermi la vita!

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