Io sono Francesco


Il mondo cambia ad una tale velocità che nozioni imparate oggi non saranno più valide fra qualche anno; più che i concetti è importante allenare la flessibilità, la capacità di adattamento, la creatività, l’intuizione: sono queste le caratteristiche che ci impediranno un domani di essere sostituiti dalle macchine, sul posto di lavoro come in ogni altro ambito dell’esistenza.

Da ragazzino adoravo disegnare storie a fumetti; ricordo il giorno che la maestra, dopo che ebbi consegnato un compito insoddisfacente, mi disse: «invece di perdere tempo con tutti quei fumetti sarebbe meglio che studiassi di più».

Ecco come uno sprone maldestro può diventare la pietra tombale della creatività: non è un caso se proprio ora, mentre scrivo queste parole, mi sforzo con fatica di ignorare una voce di sottofondo che sussurra che dovrei dedicarmi a qualcosa di più utile.

Non è cambiato molto da allora: la scuola odierna è, salvo rare eccezioni, un chiaro esempio di come la rigidità mentale possa portare a confondere lo strumento con l’obiettivo: dal punto di vista dell’insegnante l’importante è trasmettere una nozione, si è perso di vista lo scopo per cui questa sarà un domani utile al ragazzo; si è perso di vista il fatto che la nozione è uno strumento, e la si è trasformata in un fine.

Dal punto di vista del discente, l’importante è posizionarsi al di sopra della sufficienza o, per i più ambiziosi, ottenere voti alti; si è totalmente perso di vista il fatto che il voto è uno strumento per misurare l’apprendimento: il voto è diventato il fine, e l’apprendimento il mezzo per ‘avere una buona media’.

La scuola attuale è una fabbrica di valutazioni, la fucina del giudizio, quell’invalidante abitudine che ci si segnerà e limiterà per tutta la vita.

Auspico che i ragazzi abbiano sufficiente apertura mentale per non lasciarsi imbrigliare da questi meccanismi, e trarre quanto di buono gli insegnanti possono ancora offrire loro; l’invito mi arriva dal profondo: ragazzi, non lasciatevi sintetizzare da un numero, non potete impedire che lo facciano, ma potete smettere di credere che sia reale.

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