Inferno, Purgatorio e Paradiso


Non hai bisogno di attendere la grande dipartita per sapere se esistono Paradiso, Inferno e Purgatorio, e nemmeno per sapere come sono fatti: li puoi trovare qui e ora, in questa vita.

  • Puoi visitare l’Inferno attribuendo le colpe di ciò che ti accade agli altri.
  • Puoi visitare il Purgatorio attribuendole a te stesso.
  • Puoi visitare il Paradiso liberandoti dal concetto di colpa.

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Un sant’uomo chiese a Dio: “Come sono il Paradiso e l’Inferno?” Dio lo condusse verso due porte. Aprì una delle due, quella dell’inferno. Al centro della stanza c’era una grandissima tavola rotonda imbandita con cibi profumati. L’uomo sentì l’acquolina in bocca. Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, affamate. Avevano forchette e cucchiai dai manici lunghissimi, per mangiare dovevano impugnare l’estremità della posata e non ce la facevano. Il sant’uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze. Dio aprì poi la seconda porta, la scena era identica alla precedente: c’era la grande tavola rotonda, imbandita delle stesse succulente pietanze. Le persone intorno alla tavola avevano anch’esse le posate dai lunghi manici. Questa volta, però, le persone erano ben nutrite, felici e sorridenti. Il sant’uomo disse a Dio: “Non capisco!”.  “E’ semplice, rispose Dio. Qui c’è amore, ognuno imbocca l’altro”.

Perché Inferno, Purgatorio e Paradiso non sono luoghi, ma modi di relazionarsi alla vita.

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