Il potere del vuoto


Tempo fa ho assistito, assieme a mio figlio, ad un esperimento dimostrativo in un laboratorio di una scuola; si è fatto il vuoto con una pompa aspirante all’interno di un barattolo sigillato con un coperchio di carta rigida e questo è imploso con un rumore violento: la pressione atmosferica esterna ha sfondato la membrana di carta producendo un sonoro quanto inatteso botto.

Conoscevo questo principio fisico, ma vivere l’esperienza con gli occhi di mio figlio, che non si aspettava un fenomeno così violento e ne è rimasto sorpreso, mi ha fatto riflettere.

Le riflessioni non hanno prodotto alcunché di mio, hanno tuttavia rispolverato gli insegnamenti ricevuti da una coppia di amici, a cui devo molto perché hanno saputo imprimere una nuova, benefica direzione alla mia vita. Te li propongo rielaborati nella mia versione, sperando di non impoverirli troppo dei loro preziosi contenuti.

Hai mai sentito il detto ‘chiodo scaccia chiodo’? Con esso si suggerisce di rimuovere un elemento andandolo a sostituire con qualcosa di analogo ma più desiderabile. Banalizziamo con l’esempio più abusato: la persona amata ti ha lasciato? Trova qualcun altro e non penserai più a lui/lei. Nell’analogia dell’esperimento scientifico, il tutto corrisponde a spingere aria all’interno del barattolo, invece di aspirarla. Ebbene, io non credo che questo approccio, che per riempirci la bocca di inglesismi potremmo definire push, funzioni.

Se la tua mente è pervasa da preoccupazioni, ansie, attaccamenti a cose che non sono più, difficilmente avrai la lucidità per scegliere un giusto rimpiazzo; inevitabilmente finirai per complicare ulteriormente le cose introducendo ingredienti inappropriati.

Equivarrebbe a cercare la soluzione all’esterno quando essa si trova solo dentro di te.

E la soluzione, pur se di difficile attuazione, consiste nel fare il vuoto. Già, devi riuscire a lasciare andare, sgomberare la stanza dal ciarpame dell’anno vecchio. Solo così potrai fare lo spazio per il nuovo, e quest’ultimo, una volta che lo spazio è fatto, non ti richiederà nemmeno sforzo o ricerca, perché arriverà da sé. Pull. Con un boato inaspettato.

Perché là fuori, la pressione atmosferica col suo carico di sorprese è sempre pronta a dare una ventata di novità alla tua vita, ma prima devi avere il coraggio di fare spazio. Ebbene sì, senza alcunché da sostituire. Un salto nel buio come quello dell’imprenditore, che anticipa ricchezza senza alcuna certezza di un ritorno.

E invece noi che facciamo? Non muoviamo un passo se non è su terreno solido; non lasciamo il lavoro se prima non abbiamo una valida alternativa, non abbandoniamo le nostre idee se prima non ci convincono offrendocene altre. E alla fine rimpiazziamo, rimpiazziamo, ma la qualità del contenuto del barattolo non cambia.

Ecco dunque l’augurio che ti faccio per il nuovo anno: di avere il coraggio di tagliare i rami morti e fare spazio. Di liberare soprattutto la mente, perché in una mente affollata non c’è spazio per la comprensione.

Di offrirti nudo e inerme alle opportunità che la vita ha in serbo per te.

Chi vuole scrivere impari prima a leggere
chi vuole suonare prima deve imparare ad ascoltare
chi vuole ridere impari prima a piangere
chi vuol capire prima deve riuscire a domandare
chi vuole vincere impari prima a perdere
chi vuol tenere prima deve sapere cosa lasciare
chi vuole insistere impari prima a cedere
chi vuole amare prima deve imparare a rinunciare

Fabi, Silvestri, Gazzè – Come mi pare

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