Lo spauracchio della prova costume


Credo di non dire nulla di stravagante quando affermo che la mancanza di comportamento etico da parte dell’italiano medio è uno dei principali problemi della società in cui viviamo; lo riscontriamo in particolare in chi sta alla guida del Paese, ma la classe politica non è che il riflesso dell’elettorato che l’ha prodotta, anche se nel tempo ha imparato a distaccarsene e a vivere di vita propria.

Il ‘furbo’ (e le virgolette sono d’obbligo perché per me di vera furbizia non si tratta) è sempre presente ai vari livelli, e non esiste meccanismo che impedisca di fare una legge senza che si trovi l’inganno; come si può uscire da questa impasse? Mettiamo poliziotti ad ogni angolo! Controlliamo di più! Eleviamo multe, ampliamo la caccia agli evasori, combattiamo il lavoro nero con sanzioni severe! Guerra a chi inquina!

Praticamente occorrerebbe un esercito di controllori, purché provenienti da altri Paesi, altrimenti come ci possiamo fidare di loro?

Facciamo un esempio pratico, parliamo dei meccanismi per combattere i nullafacenti negli uffici. Introdurre tornelli o sistemi di timbratura è un sistema medievale, tipico di una società arretrata, basato sul presupposto che la presenza fisica in ufficio corrisponda a lavoro (e l’assenza a non lavoro): se mai vogliamo fare dei controlli, facciamoli su ciò che è stato prodotto (quanto e come…); ovvio che questo non si può applicare a tutti i tipi di lavoro, però ci vantiamo tanto di essere nell’era del WEB 2.0 e poi dobbiamo percorrere chilometri per accedere ad un computer e produrre contenuti digitali… Perché questa ritrosia verso il telelavoro? Perché non ci si fida: si pensa che il fiato sul collo sproni il lavoratore (e in una buona parte è anche vero, ed il comportamento dei molti furbi ha contribuito a rafforzare l’idea), ma questo crea i presupposti per un ambiente stressante, disseminato di fucili puntati.

La leva per un comportamento etico (qualsiasi cosa questo voglia dire) non deve provenire da fuori, ma da dentro ogni individuo: solo così possiamo evitarci un esercito di cani da guardia. Dobbiamo imparare sviluppare quel controllore che è dentro ognuno di noi, con la convinzione che questo sia vantaggioso per noi stessi, e che fare i furbi alla lunga sia controproducente. Se ci comportassimo tutti onestamente sul posto di lavoro, i dirigenti aziendali non guarderebbero con sospetto il telelavoro. Se il ragazzino si dimostra meritevole della tua fiducia, lo lasci libero di uscire da solo.

Questo si può ottenere solo investendo nell’educazione, non c’è altra strada; quando il solco dell’opportunismo è scavato nelle nostre menti è difficile rimuoverlo; ed il deterrente secondo me più efficace ed economico è uno: la disapprovazione sociale.

Non so se hai presente l’ansia di molte persone quando si avvicina l’estate: alcuni iniziano una dieta a tempo per diminuire i rotoli addominali, altri fanno lampade abbronzanti, perché non vorrai mica arrivare in spiaggia a fine maggio bianco come una formaggetta di capra? Mi sono chiesto: cosa origina quest’ansia? Ci sono vigili in spiaggia? No, c’è la spada di Damocle del giudizio altrui (conoscenti e non)!

Ci piaccia o no, siamo animali sociali, ed essere integrati in un gruppo ci fa stare bene (anni di evoluzione hanno probabilmente sancito il vantaggio di una collaborazione rispetto all’isolamento). Se comportamenti dannosi come l’evasione fiscale, l’inquinamento, la nullafacenza sul posto di lavoro fossero messi alla berlina dalla società, a poco a poco diverrebbero fenomeni residuali. Invece sono esaltati: l’evasore è un furbo, che non si fa fregare dallo Stato; l’amico si vanta perché ha trovato un buon posto dove si lavora poco e nessuno ti controlla. Capito? Si vanta, la considera cosa da ostentare! Abbiamo truppe di deputati e senatori indagati per i più svariati misfatti, ma non mostrano la benché minima vergogna di tutto ciò, anzi ne fanno campagna elettorale autoproclamandosi vittime. Vuoi fare successo? Violenta la tua collega, fai in modo che ti licenzino per questo e passa qualche mese in prigione, magari prima assicurati la protezione di un avvocato di grido. Occhio però, la cosa non deve passare inosservata, premurati che tutti ne parlino. Tranquillo, vedilo come un investimento: fra un anno sarai ospite di numerose trasmissioni televisive e verrai ricoperto di soldi. Magari, mentre sei in galera, approfittane per scrivere un libro dichiarandoti vittima delle circostanze… fa sempre effetto.

Pensa invece ad un mondo in cui il teenager che getta la cartaccia per terra viene considerato uno sfigato dai coetanei; un mondo in cui per essere considerato ‘ad un certo livello’ non devi indossare le Hogan ma recarti al lavoro coi mezzi pubblici; un mondo in cui, se trovi un portafogli per terra e lo restituisci, sei invitato a tutti i talk show della prima serata; un mondo in cui se timbri il cartellino ed esci a fare la spesa, alla pausa caffè ti ritrovi da solo.

Utopia? Per ora sì, ma come tutte le cose, forse è solo una questione di massa critica…

6 pensieri su “Lo spauracchio della prova costume

  1. Laura

    L’italia, come tutti sappiamo, è un paese (il minuscolo è mio) in cui si puo’ tranquillamente vivere nell’attesa dell’uomo della provvidenza sentendosi in tal modo manlevati dal dover provvedere da noi stessi alla benchè-infinitesima cosa. Per altri versi è il paese delle piazze, delle rivoluzioni annunciate e subito strumentalizzate nel niente, questo serve a tutelarci dall’orripilante bisogna del rivoluzionare un solo pelo direttamente in noi stessi. Sono quindi d’accordo in linea di massima con il contenuto dell’articolo. Volevo mettere in risalto un possibile aspetto speculare della faccenda. Un altro contenuto dello scatolone italietta è costituito dal fatto che il dilagare del furbismo viene solo apparentemente osteggiato e con strumenti la cui ingenuità è difficile percepire come involontaria (vedi i tornelli ). E’ vero che questa classe politica e dirigente decadente è una risultanza elettorale. Ma il gatto si morde la coda. Non credo attecchirà mai il senso di responsabilita’ personale (a livello civico, forse in altri ambiti qualcosa si muove) finchè non sara’ chiaro che il furbismo è in realtà incoraggiato a tutti i livelli e si traduce in uno stupidismo, sempre di massa. Perchè, pensiamoci bene, quale società onesta, civilizzata e responsabile eleggerebbe mai la sfilata di assurdi pagliacci (quelli si furbi per davvero) alla quale stiamo assistendo da troppi anni ? Il furbetto, cui prodest ? E’ una continua, reciproca chiamata di correo…..Mettiamola proprio terra terra, se tutti lasciassimo puliti i servizi all’autogrill come potremmo poi tollerare quelli che troviamo negli ospedali e nelle scuole ? Dobbiamo davvero partire da noi stessi ma per fare questo dobbiamo prima interiorizzare che che non eravamo liberi di essere furbi…..ci costringevano come i topi…..

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    1. Marco Perasso Autore articolo

      Le tue parole meritano riflessione, mi piacciono perché spostano il baricentro del discorso.
      Cerco ora di riportarlo dove lo avevo lasciato, più per amore di completezza che per dissentire con quanto dici, riportando l’articolo di Michele Serra, divenuto ormai famoso in rete, sui fatti recenti di corruzione nella regione Lazio.
      ‘Io questo Franco Fiorito lo conosco. E lo conoscete anche voi. Lo abbiamo visto dietro il bancone di un bar. Alla guida di un autobus. Alla cassa di una pescheria. In coda all’ ufficio postale. È un normotipo popolare italiano. Franco Fiorito, “er federale de Anagni”, è uno di noi. La parola “casta” è perlomeno fuorviante. Lascia intendere che esista un ceto parassitario alieno alla brava gente che lavora, quasi una cricca di invasori. Purtroppo non è così. Tra casta e popolo c’ è osmosi, e un continuo, costante passaggio di consegne. Fiorito non nasce ricco e non nasce potente. Fiorito è un prodotto della democrazia. Molti italiani che oggi sbraitano contro la casta, ove ne facessero parte, sarebbero identici a Franco Fiorito, per il semplice fatto che sono identici a Franco Fiorito anche adesso. Non si cambia un paese se non cambia il suo popolo, non migliora un paese se non migliorano le persone, la loro cultura, le loro ambizioni. Il mito della “democrazia diretta” non mi cattura perché non tiene conto di un micidiale dettaglio: se a decidere direttamente chi dovrà rappresentarli sono i Franco Fiorito, eleggeranno in eterno Franco Fiorito.’
      Cattura in pieno il mio pensiero.
      Ciao, Franco

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  2. Laura

    Sottoscrivo parola per parola l’articolo, Mr Fiorito, per esistere, ha bisogno di di molti altri “se stesso”. 🙂 In sintesi, a questo punto verrebbe da chiedersi se è nato prima l’uovo o la gallina. Io credo siano nati assieme concepiti da diversi mostricciattoli e che attualmente vivano nella piu’ stretta simbiosi. L’ovvia domanda seguente è come uscirne. L’unico segnale confortante che ho raccolto è che mettere in atto comportamenti e modi di essere responsabili è, semplicemente, un’azione altamente virale, fortunatamente quasi piu’ potente del suo contrario, probabilmente non solo perchè è, appunto, inusuale ma qui il discorso si allargherebbe un po’ troppo. Chi ha dei figli è ovviamente facilitato nel contribuire alla causa, anche senza doversi inventare improbabile pedagogo, i bambini fanno quello che facciamo, raramente quello che gli diciamo. 🙂 La scuola è importantissima ma le assegnerei il secondo posto, altrimenti diventa un’alibi, nessun bambino (dalla preadolescenza in poi il discorso cambia, quindi c’è “fretta”) abdica al suo quotidiano in favore di un contenuto esterno. A meno che questo contenuto non gli venga propinato in dose prevalente rispetto al totale del suo vissuto. Qui andrei volentieri fuori tema ma l’ho gia’ fatto forse troppo. Volevo soltanto aggiungere, per chi i figli non li ha, che non li chiamo fuori. In genere sono persone che hanno piu’ facilità a socializzare in contesti diversi, percio’ bisognerebbe approfittarne e darci dentro. Insomma lanciamo un meme al giorno, non ha controindicazioni. 🙂 Che ne dite ?

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      1. Laura

        No, niente soffiate, mi avrai lanciato un meme a contenuto “meme” !Ora vado a rileggere cosi’ controllo 🙂 Se ci posti un articolo magari riesco a capirne davvero qualcosa 🙂 Grande Al Pacino !

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